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Tra essere vegetariani e mangiare carne...

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Aereiviola



LeoneCavallo
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MessaggioOggetto: Tra essere vegetariani e mangiare carne...   Ven Feb 29, 2008 1:22 pm

Tra essere vegetariani e mangiare carne... di David Fiacchini (Biologo)

Nessuno impone agli altri "l'essere vegetariano". Si tratta di una scelta assolutamente personale verso uno stile di vita sostenibile per tutti, uomo compreso. Ma, ripeto, deve e non può che essere una scelta personale, un cammino interiore che si percorre riflettendo sul proprio stile di vita e sul concetto di sostenibilità. L'uomo non è carnivoro, né onnivoro. Lo dicono le discipline come la fisiologia, la biologia, l'anatomia. Un solo cenno: la conformazione del nostro apparato digerente, a partire dalla cavità buccale e dalle strutture intestinali, è quella tipica di un frugivoro-raccoglitore (frutti, semi, bacche, radici, piccoli insetti). Tant'è vero che, i nostri parenti più vicini a noi, geneticamente ed evolutivamente, appartengono al gruppo dei primati: hai mai visto uno scimpanzé predare un vertebrato ?



Attualmente nel mondo una fetta consistente d'umanità è vegetariana.
Non esiste un'unica motivazione a tale scelta, anzi esistono diverse ragioni, le più comuni sono: osservanza religiosa, scelta ecologica, amore e rispetto per qualunque essere animale, motivazioni salutiste, personale repulsione per la carne ecc.


In questa sede riteniamo opportuno tralasciare le motivazioni di ordine "spirituale" e non perché ci sia ben poco da dire, anzi, senza andare lontano nella stessa Bibbia ritroviamo riferimenti interessanti da leggere come avallo al vegetarianesimo e tra gli scritti antichi uno per tutti fa testo in modo esplicito: il Vangelo Esseno della Pace.
Sappiano bene che spesso la scienza riconosce ciò che lo spirito insegna da tempo; l'uomo può avere convinzioni religiose diverse ma certamente meccanismi logici uguali, per questo affronteremo l'argomento in modo scientifico e razionale.
Ogni animale ha un cibo elettivo che lo contraddistingue e gli consente di vivere ed evolversi nel migliore dei modi.


Esistono, quindi, delle distinzioni per classi proprio in virtù del cibo; bisognerà per prima cosa chiedersi in quale di queste collocare l'uomo.

La classe dei carnivori si distingue dalla struttura fisica predatoria (artigli, canini sviluppati), intestino breve (solo 3 volte la lunghezza del proprio tronco) per evitare una sosta prolungata della carne ingerita facilmente putriscibile, e fortemente acido (10 volte più abbondante rispetto ad un animale erbivoro) per neutralizzare le sostanze carnee.
La classe degli erbivori, struttura fisica forte ma non aggressiva, dentatura priva di veri incisivi superiori per addentare frutti e canini per dilaniare, intestino lungo sino a 20 volte il tronco, enzima digestivo capace di trasformare e assimilare la cellulosa delle piante.

La classe degli onnivori, parenti stretti dei carnivori, che conservano una certa aggressività e sono paludati di molte caratteristiche fisiche dei carnivori; alcuni ricercatori, ad esempio, non collocano il cane tra i carnivori poichè se nutrito di sola carne esso muore.
Adesso osserviamo l'uomo: struttura fisica non aggressiva, tubo digerente lungo 12 volte la lunghezza del tronco, mandibole deboli e non pronunciate, secrezione salivare idonea per gli amidi dei cereali, dentatura sviluppata sopratutto negli incisivi per mordere e addentare frutti e nei molari piatti e robusti per macinare semi, stomaco debole e poco acido, non possiede gli enzimi adatti a neutralizzare le sostanze tossiche prodotte dalla decomposizione della carne; inoltre il suo intestino ha bisogno di stimoli che favoriscano il movimento peristaltico: frutti, cereali ed ortaggi hanno questa capacità, la carne no, come del resto le altre proteine animali.
La grande capacità dell'intestino crasso e del colon dimostra la sosta ed il transito di scorie di cellulosa e lignina (residui indigeribili), mentre la carne non ha scorie indigeribili; il crasso inoltre per ottimizzare la sua funzione deve avere un contenuto acido: i semi, le radici e i frutti lasciano nel crasso residui acidi, mentre le carni lasciano residui alcalini: ammoniaca e basi diverse.

Pare proprio che l'uomo non rientri nè nella classe dei carnivori, nè in quella degli erbivori e tantomento degli onnivori, ha invece tutte le caratteristiche, alcune perfino fisiche, della classe dei frugivori (le scimmie ad esempio) ed in modo minore dei granivori (lo scoiattolo o il topo ad esempio).
L'uomo ha una mano pensile come le scimmie e i roditori, adatta per afferrare e cogliere frutti ed oggetti tondeggianti; inoltre se consideriamo la placenta che il biologo inglese T. H. Huxley riteneva la miglior base per la classificazione della specie, l'uomo è da ritenere appartenente, sicuramente, alla categoria dei frugivori, la placenta umana è discoidale come quella delle scimmie antropoidi.
Anche la posizione della mandibola e della dentatura inferiore, rientrante rispetto alla dentatura superiore, è tipica non solo dell'uomo ma anche delle scimmie e degli animali vegetariani in genere.
Pare proprio che l'uomo abbia come cibo elettivo: semi, frutta, verdura e ortaggi, inoltre è provato che allo stato naturale può vivere in perfetta salute nutrendosi soltanto di frutti e radici.
Ne fanno un valido esempio gli indigeni delle isole marianne che pur essendo vegetariani, nutrendosi solo di frutti e radici crude e non cuocendo nessun alimento, sono forti ed in grado di trasportare sulle spalle fino a 250 Kg., esenti da malattie e la durata della loro vita media è nettamente superiore a quella europea (A. Brauchle in Handbuch der Naturheilkunde, Stoccarda 1952).
Essere in armonia con la propria fisiologicità comporta il rimanere in perfetta salute, è come dire lasciare al leone la sua carne, allo scoiattolo le sue noci ed i suoi frutti, alla pecora la sua erba e le sue radici.
Nella storia dell'uomo l'avvento del cibo carneo è così recente e innaturale da non aver fatto scattare meccanismi evolutivi in tal senso.
I nostri molari sono ancora a quelli delle nostre cugine scimmie ed il nostro intestino è ancora troppo lungo e poco acido per consentire il transito di carne.
Ci sovviene ricordare che da sempre una nutrita schiera di uomini è rimasta in armonia con la propria natura.
Ogni epoca ha avuto degli illustri vegetariani e vorremmo, chiudendo la prima parte di questo scritto, citarne solo alcuni tra essi come tacito omaggio alla loro "armonia".


Arrow Alcuni vegetariani famosi:

Like a Star @ heaven Atleti:
Lewis, Carl
Navratilova, Martina
Zatopek, Emil (1922)



Like a Star @ heaven Cantanti e Musicisti:
Adams, Bryan
Baez, Joan
Barlow, Gary
Bolton, Michael
Bush, Kate
Carlisle, Belinda
Gabriel, Peter
George, Boy
Houston, Whitney
Jackon, LaToya
Jackson, Michael
Jones, Howard
Kravitz, Lanny
Lennox, Anny
Madonna
McCartney, Paul
Meatloaf
Newton John, Olivia
O'Connor, Sinead
Osborne, Ozzy
Prince
Shaw, Sandi
Seal
Sibelius, Jean (1865-1957)
Smith, Robet
Sommerville, Jimmy
Sting
Tikaram, Tanita
Wagner, Riccardo (1813-1883)



Like a Star @ heaven Medici:
Freud, Sigmund (1856-1939)
Ippocrate (460-377 a.C.)
Schweitzer, Albert (1875-1965)



Like a Star @ heaven Politici:
Gandhi, Mohandas Karamchand (1869-1948)
King, Martin Luther (1929-1968)



Like a Star @ heaven Scienziati:
Darwin, Charles (1809-1882)
Edison, Thomas (1947-1931)
Einstein, Albert (1879-1955)
Franklin, Benjamin (1706-1790)
Galilei, Galileo (1564-1642)
Leonardo da Vinci (1452-1519)
Newton, Sir Isaac (1642-1727)
Pascal, Biagio (1623-1662)
Russel, Bertrand (1872-1970)



Like a Star @ heaven Scrittori, poeti e filosofi:
Goethe, Giovanni Volfang (1749-1832)
Kafka, Franz (1883-1924)
Lamartine, Alfonso Maria de (1790-1869)
Mill, John Stuart (1806-1873)
Pitagora di Samo (571-497 a.C.)
Platone (427-347 a.C.)
Plutarco (50-120)
Roussau, Jean Jacques (1712-1778)
Seneca (4 a.C.-65 d.C.)
Shaw, George Bernard (1856-1950)
Shelley, Percy Bysshe (1792-1822)
Sofocle (497-406 a.C.)
Spencer, Herbert (1820-1903)
Tolstoj, Leone Nicolaiavich (1828-1910)
Voltaire (1694-1778)
Wells, Herbert George (1866-1946)



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Basinger, Kim
Gere, Richard
Gilbert, Sara
Hannah, Daryl
Hoffman, Dustin
Moore, Demi
Perkins, Anthony
Pitt, Brad
Schiffer, Claudia
Shields, Brooke


Fonte: Tennet

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ToroCapra
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MessaggioOggetto: Atleti vegetariani   Gio Mag 29, 2008 4:12 pm

Atleti vegetariani

http://it.youtube.com/watch?v=HqDPgPLilwU

Vegetarismo e sport - Alcuni atleti vegetariani


6.1: Carl Lewis
Probabilmente il piu' grande velocista
dell'era moderna. Nel 1991 ha
stabilito il record mondiale
dei 100 metri: 9.86 secondi.


6.2: Edwin Moses
Dal 1977 al 1987 ha conseguito 122 vittorie nei 400 mt ad ostacoli. Tra i suoi sucessi ricordiamo due medagile d'oro olimpiche, due titoli mondiali e ben 4 record mondiali nella sua specialita' in cui ha ottenuto 122 vittorie consecutive.


6.3: Martina Navratilova,
E' stata la prima tennista a vincere il campionato di Wimbledon per 9 volte di cui 6 consecutive a partire dal 1982. Ha stabilito l'invidiabile record di 74 partite vinte nel 1984 e ha vinto un totale di 167 match.
Le diete vegetariane e vegane sono del tutto compatibili con un'attivita' sportiva anche molto intensa e sono addirittura consigliabili per chi pratica sport di resistenza, in virtu' dell'elevato apporto di carboidrati, che e' fondamentale per l'atleta e piu' facilmente ottenibile con questo tipo di alimentazione.


6.4: Paavo Nurmi
Maratoneta, ha battuto 20 record mondiali e ha vinto 9 medaglie d'oro olimpiche. Nel 1924 alle olimpiadi di Parigi vinse le finali dei 1500 metri e dei 5000 metri la stessa sera con una sola ora di riposo tra i due eventi.
E' ormai noto da tempo che sono non tanto le proteine quanto proprio i carboidrati (e i grassi) a fornire le energie necessarie ad un atleta.

E' infatti il glicogeno presente nei muscoli a determinare in gran parte la resistenza muscolare dell'atleta e la produzione del glicogeno e' correlata con l'assunzione di carboidrati complessi.

Vegetariani e vegani possono senza problemi soddisfare il loro fabbisogno proteico semplicemente aumentando le calorie consumate: i vegetariani ottengono mediamente il 12,5% delle calorie dalle proteine e i vegani l'11%, il che significa che un atleta di 80 Kg che consumasse 3600 Kcal al giorno in una dieta vegetariana otterrebbe 1.41g di proteine per Kg di peso corporeo (piu' che a sufficienza per la stragrande maggioranza degli sportivi) e 1,2g di proteine per Kg di peso corporeo seguendo una dieta vegana (sufficienti per una gran parte degli sportivi).
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