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Gregg Braden *Riscrivere Il Codice Della Realtà.*

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CancroTigre
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MessaggioOggetto: Gregg Braden *Riscrivere Il Codice Della Realtà.*   Lun Giu 23, 2008 11:03 pm

Gregg Braden *Riscrivere Il Codice Della Realtà.*


lunedì 23 giugno 2008
"Che esseri strani noi siamo !" notò il mistico Rumi del 13.mo secolo.
"Che, stando nell'inferno nel fondo delle tenebre, temiamo la nostra
stessa immortalità !"



Forse è davvero il potere di scegliere la nostra
immortalità, come pure ogni cosa dalla nostra guarigione personale
alla pace nel mondo, che davvero ci spaventa!

Un crescente corpo di evidenza scientifica suggerisce che siamo noi
– la nostra coscienza – che tiene la chiave della vita e perfino della
realtà stessa. Nel 1967 il fisico pionieristico Konrad Zuse sposò le
idee della coscienza con la moderna tecnologia e propose che il nostro
Universo lavora come un grande computer della coscienza. E, proprio come
ogni computer traduce comandi imput" in "risultati output", il nostro
computer della coscienza cosmica pare fare esattamente la stessa cosa!
Quando traduciamo le nostre più profonde credenze nella realtà del
nostro mondo, noi stiamo
letteralmente riscrivendo il codice che fa apparire l'Universo come appare.

Vivere in un Universo partecipativo

Una serie di scoperte eccezionali ci ha dato un potente nuovo modo di
pensare il nostro ruolo nell'Universo. Piuttosto della visione
convenzionale che suggerisce che noi siamo degli osservatori passivi,
che vivono un breve momento di tempo in una creazione che già esiste,
le scoperte suggeriscono che è effettivamente la coscienza stessa che
è responsabile per l'esistenza dell'Universo!
Forse la scoperta più rivoluzionaria che supporta questa idea è il fatto scientifico che,
quando osserviamo la materia di cui è fatto il nostro mondo –
minuscole particelle quantiche come un elettrone, per esempio –
proprio l'atto di noi che osserviamo quell'elettrone cambia il modo in
cui esso si comporta in nostra presenza. Ma c'è di più: quanto più a
lungo lo guardiamo, tanto più esso cambia!

Nel 1998 degli scienziati dell'Istituto israeliano delle scienze
Weizmann documentarono questo fenomeno mostrando che "quanto più
grande è l'ammontare dell'osservare, tanto più grande è l'influenza
dell'osservatore su quanto effettivamente succede" (Nature, 26 Feb.
1998). Citando questi esperimenti il fisico dell'Università di
Princeton John Wheeler suggerisce che noi non solo abbiamo un ruolo
nella creazione del nostro mondo di ogni giorno, ma che noi giochiamo
il ruolo primario in quello che lui chiama un "Universo
partecipativo".
Wheeler dichiara che non possiamo più pensare a noi stessi come
spettatori che non hanno effetto sul mondo che ci circonda in quanto è
impossibile osservare semplicemente. Se siamo vivi e consci noi stiamo
influenzando il nostro mondo. "La vecchia parola "osservatore" – egli
dice – deve semplicemente venire radiata dai libri…mentre dobbiamo
mettere al suo posto quella nuova di "partecipanti" ! La chiave della
proposta di Wheeler è la parola "partecipativo".
In un Universo partecipativo voi e io siamo parte dell'equazione. Noi stiamo creando
gli eventi della nostra vita, proprio come le esperienze di quello che
creiamo: ambedue stanno avvenendo nello stesso tempo!
In altre parole noi siamo come degli artisti che esprimono le
più profonde passioni, paure, sogni e desideri tramite l'essenza
vivente di un misterioso canovaccio quantico. La differenza tra noi e
gli artisti convenzionali è comunque che siamo noi i canovacci, come
pure le immagini sopra di essi. Noi siamo gli strumenti, ma pure gli
artisti che li usano. E, proprio come gli artisti perfezionano
un'immagine finchè essa è proprio giusta nella loro mente, noi
possiamo pensare di noi stessi come artisti perpetui, che costruiscono
una creazione, che sta sempre cambiando e mai termina. Per il tramite
della nostra tavolozza da artista, costituita da credenze, giudizi,
emozioni e preghiere, noi ci troviamo in relazioni, lavori e
situazioni di supporto e tradimento, che si svolgono con persone
diverse in luoghi diversi. Che magnifica, bizzarra e possente
concezione!

Vivere partendo dalla risposta

La prospettiva di noi che partecipiamo a un Universo sempre in
mutazione comporta che la soluzione di ogni condizione è un
cambiamento di attitudine e credenza. E questo è il grande segreto di
sospingere i desideri del nostro cuore dalla possibilità dell’immaginazione
alla realtà delle nostre vite di ogni giorno. La chiave
è la nostra capacità di sentire come se i nostri sogni si fossero già
avverati, come se le nostre preghiere fossero già state esaudite, e
vivessimo partendo da questa sensazione.
C'è una differenza sottile, eppure potente, tra il lavorare in vista
di un risultato e il sentire partendo da quel risultato. Quando
lavoriamo in vista di qualcosa noi ci imbarchiamo per un viaggio senza
precisi limiti e che non termina mai. Mentre potremmo identificare
delle pietre miliari e stabilire delle mete per portarci più vicini al
compimento del viaggio, nella nostra mente noi siamo sempre in viaggio
verso la meta, piuttosto che nell'esperienza di realizzare la nostra
meta.
Questo è precisamente perché l'invito di Neville di "entrare
nell'immagine" del desiderio del nostro cuore, e di pensare "partendo
da esso", è così potente nelle nostre vite.
Negli antichi studi sulle arti marziali noi vediamo una magnifica
metafora nel mondo fisico proprio per il modo in cui questo
principio lavora nella coscienza. Quando gli artisti delle arti marziali
scelgono di spezzare un blocco di cemento come dimostrazione di
focalizzazione, per esempio, l'ultimissima cosa che c'è nelle loro
menti è quella del posto in cui la loro mano toccherà quel blocco. La
chiave è quella di focalizzarsi sopra l'atto completo: la guarigione
già avvenuta o il mattone già rotto.
Come studente di arti marziali mi venne insegnato di fare ciò
focalizzandomi su un punto nello spazio che è al di là del fondo del
blocco. Il solo modo in cui la mia mano poteva essere in quel punto
era quello che essa fosse già passata attraverso il mattone.
In questo modo io stavo pensando partendo dal compimento, invece che
dal pensare quanto duro sarebbe stato il raggiungere questo
compimento. Io stavo sentendo la gioia di come ci si sente quando si
compie quell'atto, piuttosto che pensare a tutte le cose che devono
succedere prima che potessi avere successo.
Questo semplice esempio offre un'analogia potente relativa al modo in
cui la coscienza sembra lavorare. E questo è il grande segreto che è
stato protetto e preservato per noi nella saggezza del nostro passato.
Dai monasteri dell'Egitto e del Tibet fino ai testi dimenticati delle
nostre più amate tradizioni ci viene ricordato che noi siamo parte del
mondo che ci circonda, piuttosto che separati da esso. Come parte di
ogni cosa che vediamo noi abbiamo il potere di partecipare – e non di
controllare o manipolare – ma di pianificare coscientemente il corso
delle nostre vite e il nostro mondo.
Vi prego di non essere delusi dalla semplicità delle parole del
filosofo contemporaneo Neville Goddard, quando suggerisce che tutto
quello che abbiamo bisogno di fare è di "assumere la sensazione del
nostro desiderio esaudito". In un Universo partecipativio di nostra
propria fattura, perché mai dovremmo aspettarci che pace, guarigione e
una vita lunga e sana dovrebbe essere ancora difficile da raggiungere?


www.greggbraden.com
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